Per alcuni universitari la laurea non rappresenta un traguardo personale da conseguire nel tempo necessario, ma un obiettivo che deve essere assolutamente raggiunto entro i limiti prestabiliti; è infatti considerata inammissibile e disdicevole la possibilità di entrare a far parte del peccaminoso girone dei “fuoricorso”.
L'esperienza universitaria diviene allora una corsa affannosa contro il tempo e contro i compagni, temibili avversari in un complesso gioco di ruolo in cui vince chi conquista il maggior numero di voti sul libretto. L'abilità di un giocatore consiste nella capacità di pianificare vere e proprie strategie di gioco, scegliendo esami superabili nel minor tempo possibile per poter così avanzare al livello successivo e avvicinarsi alla vittoria.
Questi bramosi studenti riflettono di continuo sui loro piani di guerra e li rivedono quotidianamente, illustrandoli con orgoglio a qualsiasi malcapitato capiti loro a tiro. Nella malaugurata ipotesi che essi perdano qualche partita e siano costretti alla ritirata, presi dall'isteria cercano ossessivamente di recuperare tempo e punti perduti.

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